Governo del cambiamento: si delle idee ogni 5 minuti

E finalmente…ce l’hanno fatta? Giovedi sera (ma con giuramento venerdi alle 16), è nato il governo a trazione Lega – M5S. Dopo oltre 80 giorni, dopo litigi, dopo tentativi (anche se solo a parole) di IMPEACHMENT, dopo che il presidente Mattarella stava per dare ordine definitivo a questo stallo con un governo tecnico, i neo eletti hanno deciso di darsi una mossa.

Giuseppe Conte è stato richiamato nuovamente, accettando questa volta l’incarico e, nel giro di nemmeno due ore, è venuta fuori anche la lista dei ministri.

Prima domanda: c’era necessita di aspettare  80 e più giorni se, alla fine, le forze vincitrici sono andate al governo? Non ci è dato saperlo.

Seconda domanda: era necessario arrivare quasi “a far incazzare” il presidente della Repubblica se, alla fine, le forze vincitrici sono sempre andate al governo? Non ci è dato saperlo.

Sta di fatto che, la lista dei ministri è nata, con molti che vengono direttamente da quei settori (basti guardare il MIUR e la Sanità), per avere una vaga idea di come “il governo del cambiamento” parte già con il “cambiamento” a livello delle competenze per i ministri…cosa che è giusta, specie per i ministeri chiave.

La lista è lunga, ma con 5 donne al comando. I ministri, equamente divisi fra Lega e M5S, vedono in campo anche Di Maio e Salvini i quali da un punto di vista di competenze fanno registrare un passo indietro. Il punto è comunque l’incoerenza mostrata dai due e l’applicazione di quelli che in fondo sono stati i vecchi schemi della politica. L’incognita ed il pericolo più grande ora è la domanda “stanno facendo sul serio o è solo, ancora, puro tatticismo?” Ma anche questo non ci è dato sapere. L’unica cosa che sappiamo è che il partito del cambiamento del rinnovamento ha messo in piedi un governo del tutto il contrario di tutto con chi dal 1993 vive di politica, con una forza politica che ha fatto parte di vari governi e che Di Maio classificava come impostore che devono decine di milioni di euro agli italiani indebitamente sottratti e con i quali lui non si sarebbe mai seduto. Forse si sono davvero il governo del cambiamento, quello del cambiamento delle idee ogni mezza giornata.

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