Chi è Anna Brancati. Attrice e donna meravigliosa, talento ed impegno.

Abbiamo intervistato la bravissima attrice Anna Brancati. Il talento è anche sensibilità ed impegno. Nonostante una bellezza straordinaria non mancano studio e sacrificio ed una piacevole ironia.

Anna Brancati, dopo anni di studio in “costume e moda”, con Gomorra2 parte la tua carriera di attrice. Quanto avevi immaginato o sognato la recitazione?

Finiti gli studi delle superiori mi iscrissi prima a giurisprudenza a Napoli ma subito lasciai per intraprendere “Costume e moda” a Urbino. Mi misi a studiare affascinandomi ai periodi storici attraverso lo studio del Costume. Iniziai così il mio percorso introspettivo con i personaggi imparandone a cogliere il senso dei cambiamenti nel corso dei secoli. Inconsapevolmente acquisivo metodi e strumenti utili ad immedesimarmi nei personaggi della Storia e del Cinema ma, contrariamente a quanto accade alla maggioranza degli attori e delle attrici che recitano fin dalla tenera età e hanno perciò molta esperienza, io mi ero avvicinata davanti alla macchina da presa in età più adulta per pura sfida personale.

Quando il fenomeno Gomorra esplose a fare i provini c’erano migliaia di persone con esperienza decennale soprattutto in teatro. Io no. Avevo semplicemente il desiderio di fare una scommessa con me stessa “Chissà se riuscirei a recitare?”

Superati i primi due callback per il ruolo di Patrizia, la terza volta fu decisiva per essere presa nel ruolo della proprietaria di una boutique dove Patrizia stessa lavorava come commessa e dove Scianel acquistava gli abiti.

Insomma, io che non avevo mai recitato in vita mia neanche a una recita scolastica perché ero molto timida ed entravo in ansia, avrei esordito con le due boss della serie. Incredibile! Non l’avrei mai immaginato, no.


Dopo Gomorra c’è stato “La parrucchiera” per la regia di Stefano Incerti. Hai dovuto subito confrontarti con un ruolo particolare come quello di una prostituta, quanto è stato difficile per te far arrivare al pubblico la dignità di questo personaggio?

Il telefono ha squillato qualche mese dopo. Mi cercavano per una parte nel film di Stefano Incerti. All’inizio ho creduto a uno scherzo. Quando mi diedero lo stralcio per il provino si trattava di interpretare una prostituita che difendeva la sua dignità di madre. In 5 minuti di monologo non era facile far arrivare questo sentimento nascosto dietro una marcata esuberanza e ignoranza ma mi sono affidata al ricordo di un personaggio che ho sempre adorato: “Filomena Marturano” della Loren.

Quella interpretazione mi ha fatto vincere il “Premio Malafemmina” a Napoli. Una città in cui il lavoro dell’attrice o lo fai per bene o è meglio che rinunci.

 Anna Brancati attrice ma allo stesso tempo donna bellissima quanto aiuta o quanto penalizza questa tua prorompente fisicità?

Sempre per tornare alla Storia del Costume, i canoni di bellezza oggi sono differenti dagli anni ‘30, dagli anni ‘50 e agli anni ‘90. Se per la ricerca di una fisicità prorompente come si predilige oggigiorno sono agevolata, per quanto riguarda i ruoli a cui partecipo nei casting sono penalizzata perché la protagonista non potrebbe essere “offuscata” da me. Non avete idea di quante volte mi sono sentita dire “sei troppo”. Voglio dire che se sei bella e prorompente solitamente fai la protagonista o l’antagonista, non quattro o cinque pose, altrimenti prendono una più anonima. Così ai provini sono più i NO che i SÌ.

Il mondo della recitazione potrebbe essere facilmente accostato a quello della finzione ma quanto, invece, c’è di vero nelle emozioni nei sentimenti dei vari personaggi. Quanto credi ci sia di Anna Brancati ogni volta che calchi le scene?

Il grande Vittorio Gassman diceva “L’attore è un bugiardo al quale si chiede la massima sincerità.” È così, davvero. Cerco di immedesimarmi senza imitare passivamente i sentimenti del personaggio ma creo la mia interpretazione sulla leva di una razionalità.

È sempre Anna che ragiona su come pensa, agisce e parla quel determinato personaggio. È sempre Anna che immagina. Perciò c’è sempre Anna al 100% dietro un ruolo anche se non è Anna.

Lei non è solo una attrice la abbiamo vista madrina ad eventi, presentatrice, la abbiamo ascoltata cantare magistralmente. Sicuramente il talento è qualcosa che nasce con lei ma come si reputa Anna Brancati? Cosa si sente di suggerire a chi è alle prime armi?

Mi piace improvvisare sul palco mentre presento un artista importante. Adoro mettere a proprio agio le persone con cui ho l’onore di dividere la scena . Mi piace essere sempre me stessa dal microfono aldilà della radio mentre chi guida nel traffico o chi lavora in ufficio mi immagina non bella ma bravissima. E infine mi piace interpretare la canzone classica napoletana senza tecnica ma “di pancia”.

Ricordo un aneddoto. Ero negli studi di una emittente televisiva quando il maestro Mario Maglione mi sentì intonare una “Malafemmina”. Da allora stiamo preparando uno spettacolo che porteremo in giro per l’Italia e nel mondo con la mia voce narrante e lui curerà la musica e i testi.

Ecco. Credo che è questo ciò di cui non dovremmo mai essere privi: la spontaneità.

Lei è anche molto impegnata nel sociale da cosa nasce questa sua sensibilità? Quale messaggio si sente di lanciare oggi?

Molti non sanno ancora che faccio l’attrice perché mi conoscono più per il mio impegno per la Campagna internazionale contro le armi nucleari. Dal 2011 hanno aderito numerosissimi artisti. La lotta contro le armi nucleari è una lotta personale perché non si tratta di altro che del proprio disarmo interiore e può nascere da chiunque. La mia riflessione sul mondo nacque contestualmente alla mia conversione al buddismo circa dieci anni fa. Mi interrogavo su come fosse possibile che al mondo esistano più di16 mila bombe nucleari, di cui più di 70 in Italia. Letteralmente una minaccia per il diritto di esistere dell’umanità. Credo che l’impulso distruttivo che esiste in ognuno di noi debba essere guidato dalla consapevolezza di coltivare l’autocontrollo, la capacità di governare i nostri impulsi e i nostri desideri, nel rispetto degli altri. Il mio impegno era rivolto anche alle altre forme di bruttura come la violenza sulle donne e con il tempo ho inaugurato sette centri antiviolenza nel Comune di Napoli. Successivamente ho ricevuto una targa ad onorificenza per l’impegno nella lotta contro i tumori.

 Anna puoi parlarci dei prossimi impegni?

Finora Sky, Cinema e Rai ma ultimamente ho fatto dei provini per Mediaset ma per scaramanzia “non voglio dire gatto finché non ce l’ho nel sacco”. Invece quello che è certo è che girerò proprio in questi giorni sul set di un cortometraggio di un regista molto giovane, accanto a Cristina Donadio. Sarò nei panni di una una…….. ennó! Per saperne di più dovrete restate sintonizzati sul mio profilo     Instagram @anna_brancati_official.

A novembre condurrò uno spettacolo proprio a Napoli in occasione della giornata contro la violenza sulle donne ma è ancora work in progress. Mentre tra i miei desideri c’è la radio. Mi diverte far ridere perché sulla bellezza non potrò affidarmi troppo a lungo. Eheheh….

Alla fine di questa intervista, affascinati, ci sentiamo di chiedere: Chi è Anna Brancati?

Una persona sempre pronta ad ondate infinite di trasformazioni.

 

A questo link trovate una delle sue ultime interpretazioni, un cortometraggio da non perdere con Francesco Paolantoni. The dinner, la cena https://youtu.be/Ok4zKxNeNcc

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