Donne e lavoro: quando…la scuola è donna!

Le donne, il lavoro: sembra un binomio normalissimo, anzi…forse di gran lunga superiore a tutti gli altri possibili. Contraddizioni vi sono anche al suo interno. Basti pensare che, se accanto a “lavoro”, ci aggiungiamo “istruzione”, il trinomio (in questo caso) diventa ancor più pieno di contraddizioni.

Ebbene sì… se pensiamo che la scuola è un mondo a maggioranza “donne”, ci accorgiamo come, nel tempo ed ancora oggi, la donna stessa abbia difficoltà ad accedere all’istruzione. Nonostante “sia più formata” degli uomini, ha lo stesso (o ancor di più) difficoltà a trovar lavoro.

Ma andiamo con ordine.

L’istruzione femminile è il termine generico che indica tutto il complesso di argomenti e dibattiti riguardanti sia l’istruzione pubblica sia la scuola privata (dall’istruzione primaria, all’istruzione secondaria, all’istruzione superiore e all’educazione sanitaria in particolare) rivolte espressamente alle bambine, alle ragazze e alle donne. Essa comprende i settori di parità e uguaglianza di genere e l’accesso all’istruzione nella sua connessione con l’alleviamento della povertà” : questa è la definizione completa (ed importante in assoluto…se mi è permesso dirlo) che si potesse dare del concetto.

Ma, se scendiamo nel piccolo vediamo che non è così: ad esempio, nei paese dominati da estreme tradizioni religiose, alla donna non è permesso istruirsi. Oppure, nei paesi più poveri del mondo, oltre la metà delle ragazze e delle bambine si ferma alla minima istruzione elementare. Sia per mancanza di denaro, ma soprattutto alla mancanza di strutture e (tenetevi forte) alla mancanza di bagni privati per le ragazze.

Ma, a questo mondo di contrapposizioni, si oppongono buona parte dei paesi del Nord del mondo. Europa e Usa dove le donne, invece, arrivano ad elevati livelli di istruzione, ottengono diplomi, lauree, dottorati di ricerca. Sperimentiamo, quindi, come attraverso l’istruzione la donna emerga, in un mondo che, sino a 100 anni fa, non l’avrebbe mai immaginata nè concepita istruita, mamma e, al tempo stesso, anche lavoratrice.

Oggi, nel mondo, le donne occupano posti di responsabilità: sono capi politici, guidano nazioni, aziende…ma è grazie a loro. Alla loro forza e a quel loro senso e spirito materno, che le induce ad istruire gli altri, specie i ragazzi ed i bambini. E qui, ritorniamo al nostro punto di partenza: la scuola è donna.

Infatti, basta anche farsi un giro tra le facoltà umanistiche (in particolare Lettere) e guardare come il numero di iscritti sia a maggioranza femminile. Ma “facoltà umanistica” non vuol dire solo “insegnamento”, ma è anche dal corso di studi, da ciò che lì viene insegnato (e ve lo racconta chi una facoltà umanistica l’ha frequentata e ne va fiera!) ci si sente quasi predisposti e indirizzati a ridare tutto ciò che hai imparato agli altri…che siano essi bambini piccoli, adolescenti o ragazzi.

A scuola, secondo alcuni dati: le alunne italiane quando sono adolescenti prendono almeno 9 all’Esame di Terza media. Nel 35 per cento dei casi (contro il 26 dei maschi), non fanno ripetizioni per recuperare le insufficienze (solo il 9 per cento contro il 15 dei coetanei). Il loro voto di diploma sarà – in media – 78,6 su cento”  – fonte Rapporto Almalaurea 2017.

La scuola è donna…è vero, ma negli ultimi anni, sta anche interessando gli uomini. Molti sono infatti i maschi che si affacciano al mondo dell’insegnamento…

Ma non possiamo negarlo: la maestra, la professoressa, la docente: sono i termini che più sentiamo affiancati alle donne. Sono quelle che abitano e vivono la scuola…sono coloro alle quali tutti noi (donne e uomini) dobbiamo dire sempre grazie. Se, oggi, sappiamo leggere, scrivere, calcolare, pensare e relazionarci.

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