Esplosioni senza fine, negozi devastati e periferie che subiscono: cosa sta succedendo a Napoli?

Bombe, sfregi, colpi contro la città: è questo lo scenario della Napoli degli ultimi giorni. Otto bombe, nel giro di pochi giorni ad Afragola, nell’hinterland napoletano, e notizia di ieri, la bomba all’esterno di una delle più importanti e famose pizzerie di Napoli, quella di Gino Sorbillo.

La domanda ci sorge spontanea: ma che sta succedendo? Si è perso il controllo di qualcosa, o si è innescata (perdonateci la similitudine) la miccia di una bomba ancora più grande che esploderà da qui a poco?

Andiamo con ordine: le bombe ad Afragola. Ordigni che esplodono, quasi a cadenza giornaliera, e trasformano una città (nel giro di solo un mese) in una polveriera. L’ultima, proprio due giorni fa contro la saracinesca di un autosalone. Forti esplosioni, capaci di essere udite anche nei paesi vicini, esplosioni che distruggono tutto e mettono a repentaglio non solo cose, ma anche la vita delle persone.

La bomba contro la pizzeria di Gino Sorbillo: colpito una delle parti del Made in Napoli. Una delle pizzerie più famose ed antiche di Napoli, si è ritrovata ieri, con un ordigno esploso davanti l’ingresso del locale di via Tribunali. Un’esplosione forte che, oltre a distruggere parte del locale, poteva mettere a repentaglio la vita del custode (che era all’interno del locale) e che, fortunatamente, è rimasto illeso.

Sdegno e rabbia da parte di Sorbillo, il quale dichiara, ai microfoni di varie testate giornalistiche, di “subire solo a Napoli questo”. Gino, infatti, non si è mai arreso, e non lo farà nemmeno questa volta. Non chiuderà la sua pizzeria per sempre per andar via dalla sua città…almeno così speriamo. Ma una cosa è certa: qualcosa non va in questa città, ci sono momenti in cui la criminalità prende il sopravvento e sembra di trovarci a combattere da soli.

Le indagini sono in corso e, secondo le immagini della videosorveglianza, è stato visto un uomo posizionare l’ordigno fuori la pizzeria e scappar via pochi istanti prima dell’esplosione. Potrebbe sembrare un regolamento di conti nello stile della camorra anni ’80 quando, come raccontava Luciano De Crescenzo nel suo film “Così parlò Bellavista”: “Mettevano una bomba sotto una saracinesca, senza importarsi che al piano di sopra poteva esserci un povero vecchietto che, nell’esplosione, c’appizz a pell”.

Niente di più realistico poteva raccontarci De Crescenzo…ed in fondo questo poteva succedere con l’esplosione di ieri.

Solidarietà da tutti, da politici a scrittori, dalla tv alla gente comune: tutti si schierano dalla parte di Sorbillo. C’è anche Salvini che, probabilmente venerdì, arriverà a Napoli per capire cosa sta succedendo.

Non c’è tanto da capire in fondo: c’è una città che è un attimo fuori controllo. Dalle esplosioni che vanno dalle periferie al centro storico, dagli ospedali sabotati o infestati di formiche che non si riesce a capire da dove vengono o se sotto c’è altro, a delle periferie completamente abbandonate a se stesse, all’emergenza rifiuti che (specie nella zona Est della città) inizia di nuovo a farsi sentire.

C’è una soluzione a tutto questo? O dobbiamo chinare la testa davanti al nuovo padrone che avanza…o che, in realtà, c’è sempre stato e che si era solo assopito per un po’?

In attesa di risposte a tutto ciò, Napoli ed i terroni (perché qualcuno così titola su qualche giornale) cerca di rialzare la testa ed andare avanti, come ha sempre fatto.

 

foto: reportergourmet.com

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