Friday for future! Una nuova generazione è pronta.

Lo stanno rifacendo! Prima ridicolizzeranno poi useranno la forza. Friday for future un movimento che inizia a far paura.

Da Seattle ad oggi

Anni molti anni fa nel 1999 in occasione della Conferenza Ministeriale dell’OMC, a Seattle, nasceva un popolo, una rete fatta di associazioni, movimenti, persone. Da “popolo di Seattle” si venne poi denominati “no global”. La critica principale del movimento era volta verso le multinazionali: secondo gli aderenti, e come poi si è dimostrato negli anni, riducendo i paesi già arretrati in condizioni vergognose tramite pratiche quali lo sfruttamento minorile, lo sfruttamento del paesaggio, il favoreggiamento delle guerre, in particolare quelle del terrorismo, finanziando ambe due le parti, distruggendo interi Paesi dal punto di vista economico, politico e ambientale dando vita a flussi migratori ininterrotti.

Più che contro la globalizzazione si voleva “globalizzare prima i diritti e poi l’economia”. Il Movimento vuole di fatto essere un momento di rinascita della società civile. Promuove la democrazia diretta e partecipativa, promuove il consumo critico e lo sviluppo sostenibile, è pacifista, ambientalista e antiproibizionista. Inizia per la prima volta ad affrontare in maniera forte il tema dei mutamenti climatici. È organizzato, preparato ha in esso espressioni della società civile non ha confini politici non si può racchiudere nei classici tradizionali schemi, è una mente pensante ed ha in esso menti pensanti è un luogo di confronto e crescita nel quale si prende consapevolezza.

Per questo inizia a far paura non è una massa che può essere indirizzata canalizzata no, sono persone consapevoli che esigono risposte. “No logo” il libro di Naomi Klein può essere considerato il manifesto del movimento e come fai a tenere chiuso nel recinto chi non si muove in maniera convenzionale, non accetta schemi non si adegua ne si rassegna, come fai a bloccare chi sta tentando di sovvertire l’ordine mondiale e mettere in discussione i poteri forti i notabilati gli sfruttatori del popolo e del pianeta. Inizia così la dura rappresaglia, la violenza inaudita e sconfinata, la demonizzazione del movimento infiltrando frsnge violente per giustificare la loro orrenda repressione.

Fino a Genova, fino a quel G8 dove la democrazia, i diritti umani, la civiltà e la ragione vengono sospesi dando vita alla barbarie. Il movimento doveva affogare sparire nel suo sangue scomparire. Tutto doveva restare nelle mani di quei pochi potenti asserviti al capitale indifferenti dinanzi alla sofferenza del pianeta. Una violenza tale che ci piegò su noi stessi. Ci sono voluti anni per curarsi le ferite di quel sangue che, in fondo, non è stato mai pulito e così doveva essere.

Friday for future

Non si ferma il vento con le mani, non si frena la speranza coi manganelli o coi carri armati. Oggi dopo anni, una nuova generazione Friday for future consapevole del baratro nel quale sta sprofondando il nostro pianeta, scende in campo per scongiurare e porre rimedio ai mutamenti climatici. Alza la voce affinché ci si fermi fino a che si è in tempo, sperando che di tempo ve ne sia ancora, si mobilita perché la difesa della vita è nell’animo umano ed ecco che gli inumani, gli sfruttatori, i potenti dell’economia iniziano a prendere di mira questi ragazzi per screditarli, ridicolizzarli fino a quando, resisi conto che non potranno fermare questa onda, tenteranno di distruggerla fisicamente e moralmente. Questa volta non dovrà accadere, Friday for future è questa  l’ultima opportunità e se falliremo la distruzione sarà per tutti, stavolta se bruceremo voi brucerete con noi!

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