Il silenzio dei colpevoli. Nessuna morte può lasciare indifferenti.

La morte, o meglio, l’uccisione di un bracciante in Calabria, Sacko Soumayla, riporta alla morte di un altro immigrato ucciso nel 1989 stessa tragedia, stessa barbaria. Ciò che però fa accapponare la pelle è la diversa risposta dello Stato e della gente. La morte di Jerry Essan Masslo rappresentò per l’Italia la presa d’atto della necessità di garantire adeguati diritti e doveri agli immigrati. La CGIL chiese funerali di Stato, fu tanta l’indignazione e la partecipazione si organizzò a Roma la prima manifestazione antirazzista in Italia sino ad allora. Il Governo poco dopo varò la legge Martelli. Era il 1989 un secolo fa il fenomeno non aveva raggiunto le proporzioni di oggi. Eppure nel primo caso si trattò di una rapina finita male, il secondo caso, molto più grave, riguarda l’uccisione di chi lottava per i propri diritti in terra di “mafia”, si tratta di un assassinio, una esecuzione.

Una tragedia sulla quale nessuno spende una parola la popolazione quasi indifferente  (per fortuna non tutta), lo Stato assente ed il Governo appena insediato, quello del cambiamento, che non dice una parola vergognosamente. Un Ministro degli interni (che a poche ore dal suo insediamento ha già fatto chiamare dal governo tunisino il nostro ambasciatore perché sconcertati dalle dichiarazioni oscene di Salvini) che, forse, in fondo ritiene solo che ci sia un immigrato di meno. Mentre il Ministro del Lavoro non ha ritenuto spendere una parola a riguardo troppo preso dalla sua propaganda. Nel ventesimo secolo la nostra civiltà manifesta una arretratezza sul piano culturale, civile, umano che spaventa. Chi vuole veramente un cambiamento radicale è da qui che dovrebbe partire, i soloni della sinistra stentano a dire qualcosa a riguardo quasi imbarazzati temendo di essere impopolari, io credo che chi voglia ricostruire una Sinistra vera in questo Paese è da qui che dovrebbe ripartire, rieducando la gente all’umanità.

Nel ventesimo secolo non si può non capire che la solidarietà è la via, i diritti sono inalienabili, la vita è sacra. La Sinistra se vuole veramente contribuire ad un mondo migliore, ad un altro mondo possibile non può vergognarsi della sua natura. Non può guardare solo a propaganda spicciola per qualche voto in più. La Sinistra per avere un senso deve rappresentare questo diverso mondo possibile. Deve rendere reale questo diverso modo di sviluppo, di società, di cultura, di morale. Solo così si potrà affermare se stessa ed il proprio orizzonte. Altrimenti sarà un continuo scimmiottare gli altri, sarà un minestrone di compromessi inutili a lei ed alla società. Che bel segnale sarebbe prima della fiducia al Governo fare un minuto di silenzio per questo assassinio. Dire con fermezza che non ci stiamo alla barbarie. Siamo italiani abbiamo radici e memoria, abbiamo onore. Non ci rassegniamo ad una società in cui si sfrutta il prossimo o il più debole. Non ci rassegniamo a chi crede di poter stroncare una vita pensando di avere coperture, a chi ha rinunciato alla sua anima in nome del profitto.

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