La contestazione degli studenti che non possono fare domande a Di Maio: qualcuno ci spiega il motivo?

foto: lamescolanza.com

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” – questo è ciò che cita l’art. 21 della nostra Costituzione ma, spesso (ed ultimamente, nel nostro paese, concedeteci di dire “proprio assai”) qualcuno lo dimentica.

Manifestare liberamente è una dote insita nell’uomo perchè, fortunatamente, non tutte le persone sono uguali, non tutte hanno le stesse idee, non tutte la pensano alla stessa maniera. Quindi, da idee diverse, da pensieri diversi, nasce il confronto, la discussione…almeno quando è possibile.

Questo non è accaduto ieri, 4 febbraio, in occasione della visita del vicepremier Di Maio al suo vecchio liceo, il liceo “Imbriani” di Pomigliano d’Arco. Molti erano i ragazzi che avrebbero voluto rivolgere alcune domande al politico in visita alla loro scuola…non solo al politico, ma anche all’ex studente. Ma qualcuno ha pensato bene di dire un secco NO a tutti gli interventi degli studenti durante la conferenza di Di Maio. Il motivo? Ce l’ha spiegato, in un post sul suo profilo Facebook, la studentessa dell’istituto Maurizia di Buono: “Lunedì verrà Luigi Di Maio nel mio Liceo, a Pomigliano D’Arco, lo stesso frequentato da lui pochi anni fa. […] avrei avuto piacere a confrontarmi con un ragazzo 14 anni più grande di me che è nientedimeno vice presidente del consiglio dei ministri nonché ministro del lavoro e dello sviluppo economico. Sia chiaro: non avevo intenzione di insultare il ministro tantomeno mancare di rispetto a nessuno. Non perché si tratti di lui, certo, ma perché rispetto il mio interlocutore indipendentemente da chi esso sia. La scuola pubblica dovrebbe essere apartitica e non apolitica, invece mi sembra il contrario. Si favorisce un partito all’interno di una scuola pubblica (invitare il capo di un movimento politico sotto elezioni europee, insieme al sottosegretario all’istruzione dello stesso partito, per me si definisce favorire) ma non sono consentite contestazioni e nemmeno semplici interventi da parte degli studenti. In sostanza ci hanno detto: io invito nella TUA scuola chi dico io, tu ascolti e stai zitto senza fiatare“.

Il post, citato integralmente in un articolo di NapoliToday, è chiaro: sono banditi i commenti e, come detto anche da Maurizia, si può solo ascoltare.

Ma non è finita qui: la contestazione non si è limitata soltanto ad una protesta su Facebook sul non poter parlare in conferenza, ma si è soprattutto svolta fuori. Ci sono le immagini, infatti, dei ragazzi in protesta, fatti inginocchiare con le mani dietro la testa e controllati dalla Polizia. la situazione è stata, poi, spiegata. E’ stata una forma di protesta da parte degli stessi studenti in contestazione, sempre, al fatto che nessuno di loro poteva rivolgere nemmeno mezza domanda a Di Maio.

La solidarietà per l’accaduto e, specie, per la mancata forma di confronto, è arrivata un pò da tutti, in particolare dalle varie sezioni e categorie dell’Unione degli Studenti, dove accanto a post di appoggio a tutti gli studenti dell’Imbriani, si è anche affiancata una frase che racchiude in se l’intera giornata di ieri: “Dicono che i giovani sono disinteressati e disinformati…ma perchè quando vogliamo esprimere la nostra opinione, non ci è permesso di parlare?”.

Un periodo davvero strano quello che stiamo vivendo: su diversi fronti notiamo delle incongruenze. Dalla tv: dalle contestazione dei vertici RAI a Baglioni su alcune frasi dette circa la tragica situazione migranti e la sua non soluzione; alle fiction, quando ai prossimi due episodi de “Il Commissario Montalbano” (dove si parla e si è sempre trattato dell’argomento migranti), faranno seguito due puntate dell’approfondimento “Porta a Porta”…guarda caso.

Fino all’impossibilità di far domande al ministro che viene in visita a scuola. Ma siamo tornati alla censura?

Precedente Salvini: Il più mantenuto dagli italiani. Successivo Il Paese delle supercazzole

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.