Morti sul lavoro: una strage senza fine!

Una strage senza fine

Le morti sul lavoro, le cosiddette morti bianche, perché innocenti, sono un bollettino di guerra che non si arresta. Mentre scriviamo ancora oggi ci sono stati altri tre morti. Il primo al nord, presso lo stabilimento di Roveredo in Piano (Pordenone) che produce strutture metalliche per l’edilizia. Un operaio di 53 anni è rimasto schiacciato da una lastra di metallo di alcuni quintali. Un operaio ecologico di 56 anni è stato schiacciato da un camion compattatore in Puglia. Un alto operaio schiacciato da un trattore in Calabria l’uomo aveva 49 anni. Quasi 400 morti sui luoghi di lavoro nei primi sei mesi del 2018. Sono 398

Le morti sul lavoro
Le morti sul lavoro

i morti sui luoghi di lavoro, oltre 650 se si contano i morti sulle strade e in itinere dal 1° gennaio del 2018. Un dato preoccupante se si fa un raffronto con il passato: +20,5% rispetto al 30 giugno 2008. Più 7,4% rispetto al 15 luglio del 2017. Questi i dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna.

Le morti sul lavoro, una strage che non si arresta, né si fa nulla per arrestarla.

Negli ultimi giorni sono morti un pensionato di Milano ed un ragazzo nel napoletano, per una manciata di euro per un “lavoretto”. Pochi giorni fa nella zona Asi di Nola (NA) è morto Aniello, schiacciato da un macchinario per imballaggi, non ce lo fanno sapere neanche più. Nessuna tv ha ritenuto opportuno riportare la notizia, come capitò mesi fa per un operaio di Casalnuovo di Napoli. Le morti sul lavoro non fanno più notizia, dovremmo inorridire per questo, vogliono convincerci che sia la normalità. Non ci stiamo non è normale morire di lavoro. Si muore di lavoro perché si vive di precarietà questa è la triste verità! (leggi http://www.contrordine.com/precaria-e-mamma-non-ce-bonus-che-tenga/).  Quando un Governo, l’attuale, dichiara che si potrebbe, forse, intervenire e si potrebbero dare incentivi alle aziende che attuano norme sulla sicurezza, ci rendiamo conto che chi è chiamato a dare risposte, evidentemente, non sa neanche di cosa si parli e sottovaluta il problema. Mi permetto di dire offende la memoria di chi è morto e attenta la dignità di chi lavora. Attuare norme di sicurezza, farle rispettare, è un dovere di chi ci guadagna con quegli operai ed è un diritto di chi la mattina si alza

morte bianca
sagoma di uomo morto sul lavoro

per guadagnarsi il pane. Si lavora per vivere non certo per morire ma, oggi sempre di più, ci si rende conto che il lavoro della propria vita, la vita la vuole tutta spesso, anche strappandocela.

Se l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro

la strage che raccontiamo è una vergogna di Stato, occorrono leggi concrete, controlli adeguati seri, bisognerebbe (come chiede anche l’Osservatorio di Bologna) fare una commissione parlamentare che dica tutta la verità, che approfondisca si impegni ad aggiornare leggi, a farne di nuove, a far si che chi è chiamato a controllare lo faccia davvero. In Italia, purtroppo, questi argomenti non appassionano i nostri politici. Impegnati a dare la caccia al migrante, a fare proclami di propaganda senza, però, davvero affrontare i problemi che riguardano la vita reale delle persone. Il decreto dignità, cosi nominato dal Ministro, col passare dei giorni si svuota, ci si accorge che di dignitoso in quel decreto non c’è proprio nulla, è un atto vuoto di chi non sa niente del mondo del lavoro, che è servito per un paio di settimane a colmare lacune di un governo immobile, improvvisato. La propaganda, però, passa il fumo negli occhi si dirada le persone si accorgono di essere state prese per i fondelli. Ciò che sconvolge è il silenzio assordante, assoluto di questo governo su tutte le morti bianche di queste settimane. C’è una guerra fuori e noi ci limitiamo a contare i morti.

una rassegna stampa raccapricciante:

 

13 luglio 2018
Roma, precipita dal montacarichi e fa un volo dal quarto piano: operaio muore sul colpo a Portonaccio
09 giugno 2018
Piacenza, operaio resta schiacciato in un cantiere
24 aprile 2018
Reggio Calabria, operaio morto mentre montava palco: “È omicidio”. Il giudice condanna organizzatori e progettisti
10 aprile 2018
Nel Ferrarese operaio muore schiacciato da pala meccanica
09 aprile 2018
Incidenti sul lavoro, morto un operaio di Gela
29 marzo 2018
Due operai napoletani perdono la vita sul lavoro

E non si riesce ad aggiornarla perché, come detto, ogni giorno la lista si allunga. Ci sarebbe bisogno di una sommossa popolare, chi lavora fa il proprio dovere, rispetta orari, compiti, funzioni, meriterebbe altrettanto rispetto da parte delle Istituzioni, degli ispettorati, della politica, dei datori di lavoro che non sono i colpevoli di quanto accade sia ben chiaro, occorrono norme, occorre rallentare, occorre mettere in condizione chi lavora di poterlo fare in piena sicurezza che non significa andare a ledere il profitto. Stavolta non ci saranno scuse che tengano. Fermate questa strage, fate presto!

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