Napoli Sotterranea: una città dai mille volti…e dalle tante epoche

Guardare Napoli da turisti sembra molto più facile che guardarla da cittadini. Noi che abitiamo qui, spesso non ci rendiamo conto delle bellezze nascoste che ha la nostra città e, proprio per turismo, preferiamo andare all’estero o in altre città italiane, senza renderci conto di ciò che c’è intorno a noi.

E Napoli è proprio una di quelle città che si deve visitare in ogni suo angolo, in ogni suo monumento…anche in quelli più nascosti. Ed uno di questi è proprio “Napoli Sotterranea”, alla quale si accende dalla basilica di San Lorenzo Maggiore.

Un complesso archeologico maestoso che abbraccia sia il periodo avanti Cristo che dopo Cristo: dall’epoca greco – romana, a quella gotica, fino a quella spagnola. Un complesso che, oltre agli scavi sotterranei, comprende anche il Museo e la Basilica di San Lorenzo Maggiore.

La Napoli Sotterranea di oggi, e che possiamo visitare, è quella risalente all’età imperiale, poichè di quella di età greca restano solo poche tracce. Se si scende al di sotto dei 10 metri, il percorso archeologico vero e proprio si apre con un insieme di stradine, dette cardini, ai lati delle quali si possono osservare vari ambienti. Ambienti di vita quotidiana: dalle botteghe artigiane, all’erario.

Precisamente sono 9 le botteghe rinvenute, alcune anche comunicanti fra loro, con ancora i banconi in muratura ben visibili. L’ultimo ambiente dell’intero percorso ci porta alla visita della monumentale opera idrica, probabilmente risalente all’epoca greca, con accanto un’area di tre vani, comunicanti fra loro, ed un impluvium posto al centro.

Accanto a questo complesso, si può riconoscere anche una probabile “schola”, dove si svolgevano riunioni di associazioni religiose o di commercianti.

Uscendo dalla Napoli Sotterranea e salendo verso la Basilica di San Lorenzo Maggiore, passiamo da un’epoca greco – romana ad una gotica. La chiesa, infatti, con la venuta degli Angioini, intorno agli inizi del 1300, fu ricostruita in stile gotico francese. La chiesa può essere considerata come uno dei primi insediamenti francescani di Napoli: oggi è retta, proprio, dai frati minori conventuali. Frati che sono presenti a Napoli dal 1234…e fra i frati che qui sono passati, possono essere annoverati San Giuseppe da Copertino, fra Luca Pacioli e San Ludovico D’Angiò.

Da uno stile gotico, all’interno del Museo dell’Opera San Lorenzo Maggiore, invece, ci spostiamo in un mix di stili ed opere, che balzano dal Medioevo al 1700 napoletano. Chi lo visita, infatti, si ritrova ad essere catapultato in breve tempo dall’epoca degli imperatori romani, all’epoca paleocristiana, a quella angioina e aragonese…fino al 1700 dei pastori napoletani. Una necessità, quasi, di fare ordine cronologico fra le tantissime epoche storiche che si susseguono in così poco spazio a Napoli.

L’ultimo passaggio è la Sala Sisto V: posta in fondo al chiostro del complesso, è stata realizzata nei primi anni del XVII secolo. A cosa serviva in un complesso di frati? In realtà è stata la prima sede del Parlamento napoletano nel 1442, nonchè sede di teatri ed eventi storici di quasi tutta la tradizione aragonese a Napoli.

Napoli Sotterranea: una città dai mille volti…e dalle tante epoche.

 

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