“terra dei fuochi”: brucia la rabbia! Ancora roghi tossici.

incendio Caivano (NA)
brucia la ditta di rifiuti Di Gennaro Spa di Pascarola (NA) nella “terra dei fuochi”

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Fumo nero si alza dalla terra dei fuochi, fumo nero, denso, acre fa bruciare gli occhi e la gola. Oscura il Sole ed i cuori della gente. Brucia la “terra dei fuochi”, brucia ancora. Come ogni anno, ogni estate una porzione di territorio italiano compreso tra la provincia di Napoli e Caserta, dove la criminalità organizzata gestisce e smaltisce illegalmente rifiuti. Questa porzione di territorio è denominata, appunto, “terra dei fuochi”, una definizione coniata dallo scrittore Roberto Saviano in Gomorra. Bruciano discariche, bruciano ditte di smaltimento rifiuti, bruciano capannoni dove erano accantonati rifiuti in attesa di smaltimento. L’anno scorso bruciò l’intero Parco del Vesuvio. Bruciano roghi tossici sparsi qua e la in questa terra desolata, dove si muore o si vive male. Una terra addolorata dove d’estate con il caldo le persone sono costrette a chiudersi in casa, sigillare le finestre con la speranza di non inalare fumi tossici.

“terra dei fuochi” rapporti ecomafie

Brucia la rabbia di una terra afflitta dalle ecomafie. Eppure quanto emerge dal Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente, molto si sta facendo come repressione, spiccano infatti le 538 ordinanze di custodia cautelare emesse per reati ambientali nel 2017 (139,5% in più rispetto al 2016). Settantasei inchieste per traffico organizzato (erano 32 nel 2016),

  • 177 arresti,
  • 992 trafficanti denunciati 
  • 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrati (otto volte di più rispetto alle 556 mila tonnellate del 2016).

    mappa della “terra dei fuochi”

Il settore dei rifiuti è quello dove si concentra la percentuale più alta di illeciti, che sfiorano il 24%.

Ma nonostante i numeri siano cresciuti negli anni, dalla terra dei fuochi sarà, forse, per il fumo nero e denso che ancora si leva spietato, ora mentre stiamo scrivendo, non si vedono risultati. Si muore in questa zone, si muore per cancro ed i dati, allarmanti, confermano che in queste terre c’è una mortalità per tumori maggiore del 46% rispetto anche allo stesso Sud, nessuno attribuisce ai roghi tossici ed ai rifiuti interrati questa causa, nessuno parla di collegamento la scienza non ha dati per ammettere ciò.

Dati Asl tasso mortalità

Resta, però, il dato di fatto, resta che in queste zone, nella Terra dei fuochi ci si ammala di più di tumore rispetto al resto del Sud e si muore di più rispetto a tutta Italia. Al confronto con il Mezzogiorno, il tasso complessivo di incidenza di tutti i carcinomi maligni, nell’Asl 3 Napoli Sud, arriva a essere più alto del 46% per gli uomini e del 21% in più per le donne.

 

La mappa del tasso di mortalità per tumori nella “terra dei fuochi”

La gente, intanto, non ci sta, si levano alte le proteste dai social che, molto spesso, finiscono per riversarsi in strada. E’ accaduto l’anno scorso ad Acerra (NA) dove in migliaia erano in strada a protestare, formando il comitato Basta Roghi il quale ha dato il via alla protesta in tutta la Campania. Si leva alto lo sdegno, mentre increduli si guarda alla nuvola nera che copre il cielo di quella che una volta era considerata la terra del sole, le domande ci sommergono. Perché? Bruciano sempre ditte di smaltimento rifiuti? Bruciano capannoni dove erano accumulati rifiuti in attesa di essere smaltiti? Perché si danno alle fiamme discariche delle quali, nonostante la tecnologia attuale, nessuno conosce l’esistenza? Perché lo Stato non si impegna davvero?

una proposta

Dalla terra dei fuochi ipotizziamo una legge per cui le ditte che smaltiscono rifiuti solidi urbani non possano smaltire rifiuti speciali e viceversa. I costi per la rimozione dei rifiuti speciali sono di gran lunga maggiore. Si consentirebbe celerità nella rimozione. Affinché, la ditta preposta, abbia tutto l’interesse a rimuoverli prima che bruciando diventino speciali e, quindi, ne perderebbe l’appalto. Bisognerebbe intervenire sulla produzione a monte dei rifiuti, imballaggi,  plastica,

ciarpame inutile spesso solo per estetica. Interveniamo sull’etica ed il civismo delle persone (non solo nella terra dei fuochi) affinché si rallenti il consumismo sfrenato. La corsa all’acquisto. Riduciamo la produzione dei rifiuti ricorrendo al riciclaggio, al riuso e tutte quelle belle cose di cui negli anni ci si è riempita la bocca. Fate presto, però, perché il fumo sta raggiungendo anche le vostre case e presto il lamento di questa terra di nessuno farà altrettanto.

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