“Torna il colera a Napoli: lo hanno portato gli immigrati”: quando non c’è mai fine agli esempi di cattivo giornalismo

“Torna il colera: lo hanno portato gli immigrati”: è stato questo il titolo choc (se questo aggettivo può essere adatto) tuonato dal quotidiano “Libero” sulla sua prima pagina giovedì 4 ottobre. Si parla del caso, raccontato il giorno prima, di due persone (madre e figlio) di ritorno dal Bangladesh, ricoverate all’ospedale Cotugno di Napoli con il colera.

Un fatto che ha indignato, che ha fatto riflettere giornalisti, politici, medici e semplici cittadini, su come una notizia, nel suo aspetto grave, possa trasformarsi in cattivo giornalismo o, come lo ha definito Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, “l’esempio di come non si fa giornalismo“.

Due persone, due esseri umani che hanno contratto una malattia, hanno il diritto di essere curate nel nostro paese: lo stabilisce anche l’art.32 della nostra Costituzione: “La repubblica tutela la salute, come fondamentale diritto dell’individuo, così come interesse per la collettività, garantendo cure per gli indigenti“. Ma purtroppo, per alcuni giornali non è così.

Un titolo che ha scatenato il putiferio a partire dalle istituzioni locali, sino ad arrivare al Parlamento Europeo. L’eurodeputato del PD, Viotti, ha apertamente denunciato l’accaduto in un suo intervento al parlamento di Strasburgo: “Voglio denunciare un fatto disgustoso che è avvenuto questa mattina in Italia. Un giornale ha pubblicato questo titolo ‘Torna il colera a Napoli. Lo portano i migranti. Questa è una notizia totalmente falsa e il titolo è disgustoso. Noi stiamo combattendo le fake news sui social, giustamente, ma questo Parlamento deve combattere anche contro quei giornali che fomentano l’odio e il razzismo nel nostro continente. E’ una vergogna questo titolo, è una vergogna questa notizia” – si legge dalle pagine di EuropaToday.it

Ma se da un lato c’è chi sta per gridare ad un ritorno dell’epidemia, ricordando anche l’anno 1973, dove a Napoli proprio per il colera le persone colpite furono 900, dall’altra vi è l’immediata risposta dell’istituto superiore di sanità: “La situazione è sotto controllo: non c’è alcun rischio di diffusione”.

Tuona anche il sindaco De Magistris dalle pagine del IL MATTINO: “Sono profondamente schifato da come una certa stampa abbia trattato questa materia. È un attacco alla città, un abuso di una professione per esercitare una violenza fortissima nei confronti di Napoli“. Non da meno è lo scrittore Maurizio De Giovanni che tuona direttamente contro il direttore di Libero, Feltri: “Auguro a Feltri di non ammalarsi a Napoli, ma di stare attento. Perché se io pensassi e facessi un titolo in prima pagina sul fatto che questa è una città in cui c’è il colera non ci verrei”.

In un momento storico e politico in cui sembra tornare in auge la caccia all’immigrato, la ronda contro lo straniero e chi più ne ha più ne metta…ci domandiamo: ma è più importante il colore della pelle/l’origine/l’etnia di una persona prima di curarla, o la sua stessa salute?

Forse…non abbiamo più chiaro il concetto di umanità e di esseri umani.

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